Il silenzio è calato sul fatto di realizzare due nuovi ascensori per salire sul Duomo di Milano. Il diniego della Sovrintendenza è stato determinante? Non è piaciuta la soluzione? E’ difficile saperlo!
Ho già avuto modo di esprimere in un precedente post la mia convinzione che gli ascensori vadano realizzati. In questa sede esprimo la mia idea realizzatrice molto in contrasto con la scuola di pensiero che vorrebbe farne una realizzazione “provvisoria” da utilizzare solo per l’EXPO 2015 e poi smontare.
                         
Niente di più sbagliato! Bisogna avere il coraggio di dire che il Duomo, come la sua storia ultracentenario insegna, ha subito modifiche continue legate alle contingenze temporali e culturali dei tempi.
Io sostengo il principio dell’accessibilità di tutti a tutto e sulla base di questo concetto anche il Duomo deve essere adeguato a questo momento storico in cui questo diritto viene finalmente acclarato. Ci ringrazieranno anche le generazioni future per questo. Lo sviluppo sostenibile esprime proprio questo principio: fare delle cose utili alle attuali generazioni che non compromettano l’utilizzo da parte delle future…direi io, in questo caso, le migliorino!
Acquisito il fatto che bisogna puntare a che tutto il patrimonio storico e moderno divenga accessibile, occorre individuare come “mitigare” l’impatto con l’esistente. Come non sacrificare il “bello” del passato per migliorare la sua accessibilità e visitabilità? Non esiste ovviamente una ricetta unica, quindi ciò significa che il problema deve di volta in  volta essere studiato e non accantonato per partito preso. Ho analizzato il problema degli ascensori del Duomo di Milano e sono arrivato alla seguente conclusione:
a) l’architettura del Duomo è troppo “ingombrante” per accostarvi una soluzione “moderna” (come quella attualmente proposta);
b) la soluzione deve risultare un ampiamento permanente del Duomo e non una appendice  da smontare dopo l’EXPO;
c) essendo un ampliamento deve mantenere le caratteristiche di spiritualità e religiosità dell’intera struttura;
d) pur essendo realizzata con tecnologie moderne e all’avanguardia, queste devono essere totalmente invisibili;
e) va preservato il carattere gotico della struttura monumentale preesistente;
f) va eliminato l’acciaio ed il vetro a vista;
g) si devono utilizzare, per la parte a vista, materiali e colori simili a quelli già esistenti o comunque assimilabili.
Una tale soluzione deve essere una sintesi tra moderna tecnologia (invisibile ma fondamentale, specialmente per le parti strutturali in acciaio) e richiami all’architettura gotica. Per fare ciò bisogna abbandonare le torri in vetro e cristallo, come pure gli ascensori tradizionali a pianta quadrata o rettangolare e rappresentati da parallelepipedi che si muovono all’interno di un vano. Oggi anche le norme europee ci lasciano liberi di progettare e realizzare ascensori e cabine passeggeri particolarissime, rendendone  adatte a tutte le necessità architettoniche e strutturali.   
Io, come esperto di ingegneria del trasporto verticale,  ho trovato una soluzione che cerca di rispondere a tutto ciò. Ho  già scritto alla Veneranda Fabbrica che mi risponde dicendo che la Sovrintendenza boccia l’idea degli ascensori in generale e non la soluzione attualmente proposta.
Ne siamo certi?
Mi piacerebbe presentare la mia proposta alla Sovrintendenza!